Parrucchieri a domicilio si offrono sui social!

Moderatore: opux

Avatar utente
opux
Messaggi: 1731
Iscritto il: 24/11/2009, 10:50

Parrucchieri a domicilio si offrono sui social!

Messaggioda opux » 17/10/2017, 10:11

parr.jpg
parr1.jpg
Pettine e forbici come ferri del mestiere e come salone quello di casa propria: niente partita iva, licenza o permessi comunali ma piega e trattamenti a domicilio e rigorosamente low cost. No, non è la storia della parrucchiera “Fortunata” nel film di Sergio Castellitto premiato a Cannes, bensì cronaca dal quartiere della Chinatown pratese, dove la polizia municipale ha multato pochi giorni fa una parrucchiera abusiva cinese. Ma la piaga dei parrucchieri ed estetisti fai da te parla anche italiano, come ci fanno notare molti lettori nel commentare la notizia sulla nostra pagina Facebook. Vizio duro a morire, quello dell’abusivismo che s’annida nelle quattro mura domestiche.
Da quando ha lanciato la campagna “Scarta l’abusivo” circa tre anni fa, Confartigianato Imprese Prato ha raccolto un centinaio di segnalazioni, tutte girate all’autorità competente (Guardia di Finanza e polizia municipale). Ma le denunce di attività abusiva, che arrivano soprattutto da artigiani regolari non per nulla intenzionati a farla passare liscia ai colleghi che esercitano “a nero”, s’indirizzano tutte verso acconciatori ed estetisti italiani (la segnalazione può essere inoltrata all’indirizzo scartalabusivo@prato.confartigianato.it ). «Bene andare a colpire i saloni cinesi abusivi – fa notare la presidente provinciale di Confartigianato Acconciatori Barbara Catani - ma l’ultimo episodio ci dimostra che i controlli possono essere effettuati nelle abitazioni private quando spesso ci viene detto il contrario. Il sommerso comunque riguarda prevalentemente gli italiani».
Domenica scorsa gli agenti di polizia municipale hanno smascherato una parrucchiera cinese in via Puccini proprio mentre stava tagliando i capelli a un cliente: la donna dovrà pagare una multa di oltre 2600 euro per sistemare i conti col Comune. Sette i casi di abusivi con le forbici e la ceretta accertati dall’inizio dell’anno, circa una verifica al mese: la polizia municipale li becca in flagrante e si muove sempre a colpo sicuro, in genere dopo settimane di appostamenti. Non potrebbe fare altrimenti, con le magre forze in campo: sei agenti in capo all’unità commerciale e amministrativa che, come fa notare il comandante Andrea Pasquinelli, devono anche controllare paninari, ortolani abusivi, centri massaggio e ambulanti. «Nei primi sei mesi di quest’anno abbiamo multato anche una parrucchiera abusiva italiana», sottolinea Pasquinelli rispondendo così alle sollecitazioni poste dalle associazioni di categoria. E a proposito del dibattito in corso sulle ispezioni nelle abitazioni degli orientali, il comandante della polizia municipale ci tiene a sgomberare il campo da ogni equivoco.
«Qui non si tratta di entrare nelle case di cinesi, pakistani o italiani. Entriamo in locali che hanno subito una modifica nella destinazione d’uso dal punto di vista urbanistico. Spazi adibiti ad uso civile e trasformati per ospitare un’attività commerciale o artigianale». Ma qual è l’identikit della parrucchiera o dell’estetista abusiva? Molti di coloro che operano all’ombra dell’Agenzia delle Entrate si fanno pubblicità sui canali Facebook e Instagram, soprattutto per i trattamenti di smalto cotto per mani e piedi i cui prezzi in qualche caso viaggiano dai 7 ai 10 euro. Prezzi stracciati e pubblicità alla luce del sole. «Si sentono così impuniti addirittura da pubblicizzare la propria attività su bigliettini – fa notare Enzo Lucchesi, responsabile dei servizi alla persona di Confartigianato - In alcuni casi si tratta di ragazze che escono dalle scuole e che, anziché iniziare a lavorare da dipendente con un regolare contratto di apprendistato, scelgono di farlo illegalmente a domicilio o a casa propria. Forse non è un caso che la figura dell’apprendista parrucchiere ultimamente sia così difficile da trovare».
The Opux