Perchè i Parrucchieri abusivi non sono stati sconfitti?

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Perchè i Parrucchieri abusivi non sono stati sconfitti?

Messaggioda opux » 20/06/2016, 20:56

Vi siete mai chiesti perchè l'Abusivismo non è ancora stato sconfitto ed è ancora uno dei più grandi problemi del nostro settore? Leggete questo articolo e avrete le idee molto più chiare!

«Il Parrucchiere lavora in casa perché non esiste legge che glielo impedisca; non è considerato una professionista, ma una mestierante.
Questo il vero motivo per il quale l’abusivismo, fino ad oggi, non è stato ancora sconfitto. E’ ormai assodato che questo tipo di abusivismo sta creando grossi problemi. Non solo perché crea disordine e disorienta i clienti, ma soprattutto perché chi lavora in quella che un tempo era la sua cameretta creata per giochi e studi, che razza di servizio, igiene e professionalità potrà mai garantire? E che tipo di immagine continua a dare della nostra categoria?
Perché nessuno fa niente per risolvere questo problema? La risposta è una sola: l’estetista,o parrucchiere purtroppo, non è considerata una professione, ma semplicemente un mestiere; è un’artigiana e questo non le permette di essere tutelata efficacemente.
Vi spiego meglio: l’articolo 348 del codice penale è l’unica legge che considera e punisce il lavoro abusivo, ma solo nel caso di una professione riconosciuta dallo Stato come tale: “Chiunque abusivamente esercita una professione, per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato, è punito...”. L’estetista o il parrucchiere che lavora in casa o nelle case dei clienti ovvero, in un luogo non riconosciuto dalle istituzioni come adibito a centro estetico o parrucchiera, è colui o colei che pratica trattamenti di bellezza, massaggi ed epilazione, tinte in modo abusivo, ovvero non possedendo partita iva... applicando tariffe sleali perché molto basse e non utilizzando nessun tipo di protocollo di sterilizzazione ed igienizzazione degli strumenti del mestiere.
Anche se qualificata, sicuramente commette molti illeciti amministrativi, fiscali, contro la sanità pubblica, ma nessuna istituzione o autorità, a meno che non abbia regolare mandato di perquisizione perché avvisata degli illeciti, potrà mai entrare in casa sua e sottoporla a dei controlli. Inoltre, agli enti istituzionali (Inps, Inail, GdF, Agenzia delle Entrate, Asp) preposti a questi controlli, non verrà mai in mente di effettuare ispezioni, perché questi soggetti, che noi chiamiamo abusivi, per le autorità non esistono affatto, poiché di loro non vi è traccia in nessun registro.
Contro questi “fantasmi” non c’è nulla da fare, neanche se il controllo nasce da un ricorso richiesto da soggetti interessati, venuti a conoscenza di illeciti. Cosa ben diversa, invece, avviene se da un controllo si evince che quel soggetto, lo stesso “fantasma” di cui si stava parlando, sta esercitando abusivamente una professione.
Prendiamo ad esempio un dentista, un medico, un avvocato: qualora questi professionisti dovessero esercitare la loro attività in modo subdolo o senza averne il titolo, le forze dell’ordine gli si scaglierebbero contro, con l’accusa di reato di esercizio abusivo della professione.
Far riconoscere il mestiere di estetista o parrucchiere come professione è l’unica strada, civile e penale, per sconfiggere la piaga dell’abusivismo. Così facendo, un procedimento penale nei confronti di un’estetista che eserciti abusivamente, può risultare sicuramente un ottimo deterrente, piuttosto che una semplice multa. A partire dalla professionalizzazione dell’estetista, quindi, il processo penale sancirà una drastica battuta di arresto, per chiunque voglia esercitare abusivamente.
Fino a quando però l’estetista e il parrucchiere rimarrà un artigiano, l’abusivismo non verrà mai debellato. Non possiamo aspettare che qualcuno decida di cambiare le cose o si prodighi e lotti per noi servendoci tutto su un piatto d’argento. Chi ci circonda non vuole che ci evolviamo e professionalizziamo e farà di tutto, perché questo non succeda!
E noi? continuiamo a pagare affitto, luce, telefono, dipendenti e tasse e non solo veniamo controllati in continuazione, perché noi dobbiamo adeguarci alla leggi esistenti: avere le apparecchiature sempre a norma, i dipendenti assicurati, pagare le tasse, versare i contributi. E quando non ce la fai? Provvede Equitalia che oltre ad applicarti tassi di interesse al limite dell’usura, pone sotto sequestro i tuoi beni. E nessuno si preoccupa che così continuando: la disoccupazione aumenta, l’evasione tende a crescere, fino a quando l’artigiano onesto non decide di essere anch’esso abusivista, e a non avere alcun problema di tasse, contributi, dipendenti, perché da quel momento tu non esisti, ma metti intasca un bel gruzzoletto pulito in quanto esentasse.
Da dati statistici redatti da Confestetica, si calcola che in Italia gli estetisti abusivi sono circa 100.000, e ogni anno evadono circa 3 miliardi di euro. Se consideriamo che questa piaga esiste anche per l’artigiano-parrucchiere, l’evasione si triplica».
Perrotta, dunque, invia le istituzioni a trarre le necessarie conclusioni.

Guido Scarpino"
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marius
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Re: Perchè i Parrucchieri abusivi non sono stati sconfitti?

Messaggioda marius » 24/04/2017, 22:25

Hai perfettamente ragione combattiamo contro i mulini a vento e ci mettiamo l'uno contro l'altro (a parte i cinesi) e non si risolverà nulla sono stanco di sentire le stesse chiacchiere da anni e anni